A fine dicembre 2024 la Commissione Europea ha adottato una misura che segna una svolta significativa per l’intero comparto del packaging a contatto con alimenti: parliamo del Regolamento (UE) 2024/3190, che vieta l’uso del bisfenolo A (BPA) e di altri bisfenoli, classificati come pericolosi, in materiali destinati a venire a contatto con prodotti alimentari, ovvero soggetti alla conformità M.O.C.A (Materials and Objects in Contact with Food). Il Regolamento è entrato in vigore il 20 gennaio 2025 e prevede un periodo di transizione fino al 20 luglio 2026.
La decisione coinvolge anche tutto il settore dei tubetti in alluminio.
Perfektüp Italia applica una resina epossifenolica a base di BPA sulla superficie interna dei suoi tubetti in alluminio, con lo scopo di creare una barriera protettiva tra il metallo e il contenuto stesso. A partire dall’entrata in vigore della normativa, questa formulazione non sarà più autorizzata per le applicazioni alimentari, aprendo così una fase di transizione e ricerca di soluzioni alternative conformi e performanti.
Il nuovo regolamento sostituisce completamente il precedente Reg. UE 2018/213, È una normativa di portata orizzontale, pensata per garantire un alto livello di protezione della salute pubblica. Il cambiamento tocca direttamente il mondo del Food ma, indirettamente, anche altri settori risultano coinvolti: l’industria del Pharma e della Cosmesi, infatti, fanno spesso riferimento agli stessi standard, come indicato nelle Linee Guida EMA (European Medicines Agency).
La decisione Europea tocca quindi da vicino moltissime aziende, che si troveranno a dover rivedere le proprie strategie di packaging in modo da mantenere la conformità alla nuove normative.
Un tema che è decisamente necessario approfondire!
Perché il BPA è stato vietato? E perché altri Bisfenoli sono coinvolti?
L’utilizzo del bisfenolo A da anni è regolamentato ed è oggetto di continui studi scientifici, anche in virtù di un suo diffuso utilizzo in ambito industriale (ad esempio, nella produzione di policarbonati e resine epossidiche, molto utilizzati per la realizzazione di packaging e contenitori). In particolare, i materiali utilizzati contenenti bisfenolo A hanno sempre avuto l’obbligo di rientrare nei limiti di tollerabilità (DGT– Dose giornaliera tollerabile) stabiliti dall’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare). Tali limiti, fino al 2023, erano fissati in 4 microgrammi per kg di peso corporeo al giorno. Tutti i materiali utilizzati finora hanno seguito questa regola di conformità.
In seguito a studi più recenti, tuttavia, l’EFSA ha ritenuto di abbassare questa soglia a 0.2 nanogrammi per kg di peso corporeo al giorno: dalle nuove indagini ed approfondimenti scientifici è emerso che anche dosi molto basse di BPA possono provocare effetti dannosi sulla salute umana, a livello del sistema immunitario, riproduttivo e metabolico, in particolare durante la fase di sviluppo dei bambini (motivo per cui il suo utilizzo era già stato vietato nei biberon di plastica dalla direttiva 2011/8/Ue del 2011).
Di conseguenza, il BPA è stato classificato come tossico per la riproduzione e interferente endocrino (categoria 1B), a seguito del parere aggiornato dell’EFSA. Un cambiamento che ha portato la Commissione Europea a una revisione normativa strutturale, che è culminata nel Regolamento (UE) 2024/3190, subito soprannominato “Ban dei Bisfenoli”.
Il plurale è d’obbligo, poiché visti i risultati sul Bisfenolo A, le istituzioni hanno posto attenzione anche su altri Bisfenoli. Il risultato? In breve: tutti i Bisfenoli indicati come nocivi, così come classificati dall’ECHA (European Chemical Agency), non potranno più essere contenuti in:
a) adesivi;
b) gomme;
c) resine a scambio ionico;
d) materie plastiche;
e) inchiostri da stampa;
f) siliconi;
g) vernici e rivestimenti
Il tutto, ovviamente, sempre riferito al settore Alimentare (e agli altri settori che mantengono l’Alimentare come riferimento).
Cosa succede nei mercati extra-UE?
La messa al bando dei bisfenoli vale ovviamente solo per il Mercato Unico Europeo. Per molti Paesi, i BPA restano ancora una soluzione valida. Ma è bene mantenere alta la soglia dell’attenzione, perché anche in questi casi, la situazione potrebbe cambiare.
Ecco alcuni casi particolarmente emblematici:
- Canada: le normative vietano la produzione, la pubblicità, la vendita o l’importazione di biberon contenenti BPA, ma è tuttora consentito come rivestimento interno anche nel packaging alimentare. Tuttavia, alcune associazioni di consumatori hanno spinto il governo canadese a monitorare attentamente le conseguenze sull’utilizzo del BPA in ambito alimentare, quindi è possibile che arrivino presto restrizioni.
- USA: l’FDA (US Food and Drugs Administration) ufficialmente considera ancora il BPA una sostanza idonea al packaging alimentare. Ma la preoccupazione dei consumatori, degli ambientalisti e di alcuni scienziati sui possibili effetti a lungo termine ha spinto l’FDA nel 2022 ad aprirsi a possibili riconsiderazioni. Attualmente non ci sono ancora comunicazioni ufficiali rispetto a nuove soglie di tollerabilità.
- La situazione appare quindi frammentata, con regole locali che possono variare nei singoli Stati interni.
- Regno Unito: anche in questo caso, il BPA è vietato nei biberon dei neonati; è ancora consentito nel packaging alimentare, ma con dei limiti sulla quantità che possono migrare nel cibo.
Impatto sui tubetti in Alluminio: stop alle resine epossifenoliche
Il ban dei bisfenoli investe i rivestimenti interni in resina epossifenolica applicati ai tubetti di alluminio. Questa resina è indispensabile, perché costituisce una efficace barriera che impedisce al metallo di entrare a diretto contatto con il prodotto, evitando così fenomeni di interazione.
La resina epossifenolica finale può contenere tracce di BPA residue, da sempre soggette a limiti specifici, dopo il processo di polimerizzazione.
Come specificato nel Regolamento UE 2024/3190, tali rivestimenti non potranno più essere utilizzati. Diventa quindi indispensabile passare a soluzioni alternative, prive di bisfenoli nella loro formulazione.
È concessa una deroga transitoria di 18 mesi, fino al 20 luglio 2026, durante la quale è ancora possibile commercializzare imballaggi prodotti con resine contenenti BPA, purché conformi alle normative precedenti. Superata questa finestra temporale, non sarà più definitivamente ammesso l’uso del BPA nei materiali a contatto con gli alimenti.
Inoltre, la Dichiarazione di Conformità Alimentare attualmente rilasciata per i nostri tubetti non potrà più essere emessa una volta terminato il periodo transitorio, in caso di utilizzo delle resine epossifenoliche che contengono BPA. Questo implica la necessità per tutti i clienti del settore Food (ma anche per il settore Pharma e Cosmetico) di valutare per tempo le implicazioni tecniche e regolatorie.
Le scadenze da ricordare
Ecco un riepilogo sintetico delle principali date introdotte dal Regolamento (UE) 2024/3190:
| Evento | Data |
|---|---|
| Pubblicazione del regolamento in Gazzetta Ufficiale | 31 dicembre 2024 |
| Entrata in vigore del regolamento | 20 gennaio 2025 |
| Fine del periodo transitorio per immissione dei tubetti sul mercato | 20 luglio 2026 |
| Scadenza validità Dichiarazioni di Conformità per materiali con BPA | 20 luglio 2026 |
Un obiettivo preciso: tubetti in alluminio privi di bisfenoli
Il nostro Ufficio Qualità è già da tempo al lavoro per individuare formulazioni alternative che possano sostituire le resine attualmente in uso. Esistono già in commercio valide soluzioni alternative BPA n.i. che permettono di evitare interazioni chimiche tra il contenuto e l’alluminio, mantenendo intatti stabilità e proprietà del prodotto. Saremo naturalmente aperti a valutare anche eventuali soluzioni proposte dai nostri clienti. Le nuove resine dovranno:
- Essere chimicamente stabili;
- Garantire un’ottima adesione al metallo;
- Presentare barriere funzionali equivalenti alla resina epossifenolica;
- Essere compliant con i nuovi limiti di migrazione;
- Avere autorizzazioni regolatorie valide secondo EFSA e UE.
Ogni resina “candidata” come sostituta viene sottoposta a rigorosi test di laboratorio, prove di migrazione e compatibilità con i nostri processi di produzione. L’obiettivo è non compromettere in alcun modo gli standard qualitativi che ci contraddistinguono, offrendo una transizione trasparente e controllata verso la nuova generazione di packaging senza bisfenoli. I nostri clienti saranno aggiornati con comunicazioni ufficiali e potranno contare sul nostro supporto nella compilazione delle necessarie formalità procedurali.
Possiamo comunque confermare la continuità di produzione per le resine attualmente in uso (che, lo ribadiamo, sono tuttora consentite in alcuni mercati extra-UE).
Il ban dei bisfenoli rappresenta una svolta per l’intero settore del packaging. Tubettificio Perfektüp, in collaborazione con gli altri stabilimenti del gruppo, affronta questa fase con responsabilità, visione e impegno tecnico, per garantire che i suoi prodotti restino affidabili, sicuri e conformi anche in base alle nuove regole.
Il nostro Ufficio Qualità è a disposizione per ogni chiarimento sulla normativa, sulla validità delle attuali dichiarazioni di conformità e sulle tempistiche di transizione verso le nuove formulazioni.
Avete dubbi? Contattateci scrivendo a: qualita@perfektup.com.
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