Packaging per farmaci e cosmetici: l’evoluzione del mercato cosmetico passa anche in farmacia

Negli ultimi anni, stiamo assistendo a un’interessante convergenza tra i settori farmaceutico e cosmetico, portando a un fenomeno che sta ridefinendo le aspettative dei consumatori e le strategie di branding delle aziende. Sempre più prodotti cosmetici, tradizionalmente venduti in profumerie e grandi magazzini, stanno trovando un nuovo e prestigioso spazio sugli scaffali delle farmacie: in Italia le vendite di cosmetici attraverso il canale delle farmacie è aumentato del 4% tra il 2019 e il 2022 e del 4.6% tra il 2021 e il 2022. Questa tendenza non solo testimonia un cambiamento nella percezione di qualità verso i cosmetici venduti in farmacia, ma apre le porte a nuove riflessioni sul packaging destinato a questi prodotti “ibridi”, almeno da un punto di vista distributivo.

Ma andiamo con ordine. Prima di tutto, ha senso chiedersi: perché comprare cosmetici in farmacia?

Cosmetici venduti in farmacia: le ragioni di una scelta

Cominciamo con definire cosa intendiamo con “cosmetico”: si tratta di un prodotto destinato alla cura della persona che ha finalità prevalentemente estetiche, a cui si associano finalità di igiene personale, e che può per questo essere collegato a un’idea di benessere. Ma non contiene alcun principio attivo di rilevanza medicale, caratteristica che lo trasformerebbe, anche formalmente, in un farmaco. 

I primi cosmetici a toccare i ripiani delle farmacie sono stati quelli destinati a persone allergiche o con una spiccata sensibilità cutanea, che non potevano utilizzare i comuni cosmetici da banco; a questi si sono affiancati prodotti dermocosmetici per contrastare condizioni come acne, cellulite, cute irritata, smagliature. Finché sul bancone hanno trovato spazio anche prodotti di make up, profumi e creme antirughe di marchi che potrebbero stare anche in profumeria ma restano in farmacia per una precisa scelta di posizionamento di mercato, che porta il consumatore ad associarli a “ciò che fa bene”. L’effetto “camice bianco” del farmacista contribuisce indirettamente a dare ulteriore affidabilità al marchio. I brand di farmacosmesi lo sanno, e infatti adeguano di conseguenza le proprie strategie di comunicazione e marketing, scelte di packaging incluse.

Oltre la protezione: il valore aggiunto dell’alluminio nel packaging cosmetico

In questo contesto, il tubetto in alluminio emerge come una scelta di packaging vincente. Tradizionalmente associato a prodotti farmaceutici, che richiamano i piu’ alti standard di qualità nella mente dei consumatori, il tubetto in alluminio sta vivendo una rinascita nel settore cosmetico grazie alla sua eccezionale capacità di proteggere il contenuto fornendo una barriera totale a luce, umidità, aria e contaminazioni esterne. Questo materiale, grazie alle sue innate caratteristiche, si presta perfettamente alle esigenze dei nuovi cosmetici farmaceutici, offrendo non solo una protezione ineguagliabile, ma anche un’estetica pulita ed elegante che il consumatore moderno riconosce come di alta qualità e amica dell’ambiente. 

Cosmetici in tubetto: una mossa strategica, anche per il marketing

Negli ultimi anni, il settore della cosmesi ha visto una crescita esponenziale, trasformandosi in un vero e proprio fenomeno culturale alimentato dalla viralità sui social media. Piattaforme come Instagram, TikTok e YouTube sono diventate vetrine globali dove influencer e appassionati condividono recensioni, tutorial e consigli di bellezza, trasformando prodotti e marche da nicchia in must-have quasi overnight. 

Uno degli ultimi trend è proprio #frenchpharmacy su TikTok, diventato virale dopo che una ragazza americana è rimasta stupita dalla differenza di prodotti che si trovano nelle farmacia europee rispetto a quelle negli States, dove vige il concetto più commerciale di “drugstore”.  

Un movimento che celebra la qualità superiore e l’efficacia dei prodotti cosmetici disponibili nelle farmacie francesi (discorso che si estende a tutto il mercato europeo), rinomate per offrire formulazioni esclusive che combinano scienza e natura. Le marche coinvolte in questo trend sono spesso caratterizzate da una lunga storia di innovazione dermatologica, con prodotti che promettono risultati visibili per ogni tipo di pelle, da quelli idratanti e lenitivi a quelli anti-età e correttivi; oltre che essere ottimi prodotti anche di skincare o make-up. 

Questa evoluzione digitale ha portato ad un ulteriore aumento della consapevolezza dei consumatori più giovani: le nuove generazioni non richiedono solo efficacia e qualità, ma anche trasparenza e impegno nella sostenibilità. Secondo il Rapporto sulla sostenibilità CPG 2023 di NIQ, il 92% degli acquirenti afferma che la sostenibilità è importante quando sceglie un marchio oggi. La relazione tra cosmesi, skincare e attenzione all’ambiente si è quindi intensificata, con un numero crescente di brand che mettono in campo pratiche eco-compatibili, dall’uso di ingredienti naturali e biologici alla riduzione dell’impronta di carbonio e all’adozione di packaging riciclabili, compostabili o riutilizzabili. Questo cambio di paradigma riflette un desiderio collettivo di bellezza responsabile, dove il benessere personale va di pari passo con la cura del pianeta.

Una tendenza che si poteva palpare chiaramente anche a Cosmoprof 2024. Girando tra gli stand colorati quello che si respirava, oltre al profumo!, era una nuova attenzione alla sostenibilità: attenzione ai materiali, ingredienti naturali (e se possibile a chilometro zero), packaging non solo funzionali ma anche sostenibili (sia per l’ambiente che per il consumatore finale) e che comunicano i valori del brand. I dati parlano da sé: con oltre 3000 aziende espositrici presenti,  provenienti da 69 paesi, quest’anno la fiera della Cosmetica ha visto una crescita del +4% rispetto al 2023, con una rappresentanza europea del 58% e un 42% di aziende provenienti da paesi extra europei. Un vero successo che ha mostrato tutta la vitalità della filiera,  sempre più improntata all’essere sostenibile e con una forte visione alla circolarità. Resta però un dubbio: tutti questi buoni propositi mostrati alla fiera, potranno trovare un reale riscontro nell’approccio al mercato? O si andranno a infrangere contro la barriera del minor prezzo?

Centralità del packaging in alluminio nella cosmesi. Anche in farmacia

Riassumendo, se il confine tra i settori farmaceutico e cosmetico continua a sfumare, il ruolo del packaging diventa sempre più centrale. Il tubetto in alluminio per farmaci e cosmetici si afferma come una scelta di packaging che non solo risponde alle esigenze di qualità e sicurezza di entrambi i settori, ma anche come un veicolo di valori forti, quali affidabilità, efficacia e sostenibilità. In un mercato sempre più consapevole e esigente, il Tubettificio Perfektüp è orgoglioso di offrire soluzioni di packaging che non solo proteggono e conservano il prodotto, ma sono in grado di valorizzarne il posizionamento di mercato, testimoniando l’impegno del brand verso l’innovazione e la sostenibilità.

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